Qual è la differenza tra mutuo variabile e mutuo con CAP?

09.08.2021

Cosa si intende per mutuo a tasso variabile?

Il cosiddetto mutuo a tasso variabile, così com'è facilmente intuibile dallo stesso nome, possiede all'interno di sé, rispetto al mutuo a tasso fisso, una sfumatura di maggiore incertezza. Per essere più precisi, qualora si dovesse aprire un mutuo a tasso variabile, oltre alla quota di capitale da restituire, sarà previsto un interesse, la cui percentuale dipenderà direttamente dall'indice di riferimento (Euribor) legato al costo del denaro. Se questo indice aumenta, lo farà anche la rata da pagare, viceversa l'aliquota mensile diminuirà di importo.

Cos'è l'Euribor?

L'Euribor, variabile fondamentale da considerare quando si parla di mutui, è un parametro, stabilito giorno per giorno, che indica il tasso medio con cui avvengono tutte le transazioni finanziarie nell'Eurozona, ovvero i prestiti che i grandi istituti di credito europei si fanno vicendevolmente. L'Euribor incide sui mutui a tasso variabile in vari modi; esistono mutui con riferimento all'Euribor di uno, tre o sei mesi prima. Chiaramente maggiore è la scadenza, maggiore sarà il tasso. 

Mutuo con CAP

Il mutuo con CAP è una particolare tipologia di mutuo che, a differenza del canonico mutuo a tasso variabile, offre al richiedente un'ulteriore opzione, ovvero la possibilità di fissare una soglia massima oltre la quale gli interessi della rata non potranno salire. Tale soluzione, ad ogni modo, sarà comunque influenzata da alcuni parametri (essendo un mutuo a tasso variabile) come lo spread e l'Euribor, ma rispetto alla versione canonica di mutuo variabile, risulterà maggiormente sicura e meno incline a presentare al mutuario brutte sorprese. 

Quando conviene il mutuo con CAP?

Solitamente se si è alla ricerca di un mutuo che non sia a tasso fisso, che abbia possibilità di vedere diminuiti i propri tassi d'interesse ma che allo stesso tempo non sia troppo esposto alle fluttuazioni dell'universo finanziario europeo, il mutuo con CAP rappresenta un ottimo compromesso. Tuttavia bisogna anche specificare che, almeno inizialmente, i costi relativi allo spread saranno con buona probabilità più alti rispetto ad un normale mutuo a tasso variabile, per bilanciare la possibilità di fissare il tetto massimo dei tassi d'interesse. 

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-Francesco del team di Finora24


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