Che cos'è il Reddito di Libertà? RDL

07.09.2021

Il Reddito di Libertà, pur non coincidendo con il ben più discusso Reddito di Cittadinanza, può essere cumulato con esso. Tale provvedimento è una nuova misura di sostegno economico varata dal Governo nel 2020, in base a quanto previsto nel cosiddetto decreto "Rilancio". Il decreto attuativo del presidente del Consiglio, che stabilisce i beneficiari e le condizioni di applicazione, è stato però pubblicato in Gazzetta Ufficiale soltanto da circa un mese, pertanto il provvedimento è in vigore solo dal 21 luglio scorso. Esso prevede un sussidio economico ad una particolare frangia sociale, che verrà specificata all'interno dell'articolo. 

Chi può richiedere il Reddito di Libertà?

Il sussidio economico fornito dal Reddito di Libertà è indirizzato esclusivamente alle donne che versano in condizioni di povertà. Il fine ultimo del provvedimento è quello di, come dichiara la legge, «favorire, attraverso l'indipendenza economica, percorsi di autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenza in condizione di povertà».

Per richiedere il Reddito di Libertà, pertanto, sono necessari tre requisiti fondamentali:

  • Essere una donna (sola o con i suoi figli minori a carico),
  • Essere stata vittima di violenza (la norma non fornisce ulteriori specificazioni, di conseguenza il requisito va inteso senso ampio, comprendendo sia le violenze di tipo fisico che psicologico: dalla violenza sessuale ai maltrattamenti in famiglia);
  • Trovarsi in condizioni di particolare vulnerabilità o di povertà 

In quanto consiste il sussidio?

Il fondo, stanziato interamente dal Governo, ammonta ad una cifra pari a tre milioni di euro, che saranno suddivisi in percentuale tra regioni e province in relazione alle fasce di popolazione femminile residente di età compresa tra i 18 e i 67 anni (calcolata secondo i dati Istat). L'aiuto economico consiste in un assegno mensile di importo pari a quattrocento euro al mese, per un massimo di dodici mensilità. Di conseguenza, il sussidio avrà un valore complessivo pro-capite di 4.800 euro e avrà durata di un anno.

In cosa si può spendere il RDL?

Il Decreto stabilisce che il reddito di libertà è finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per assicurare l'autonomia abitativa e la riacquisizione dell'autonomia personale nonché il percorso scolastico e formativo dei figli minori, perciò sono comprese tutte le spese relative ai costi dell'abitazione, dell'istruzione e della sussistenza personale.

Non c'è, quindi, un vincolo specifico, ma solo tendenziale di spesa, in base alle finalità per cui l'assegno è erogato. Sarà il beneficiario a decidere come ripartirlo.

Come richiederlo

Per fare domanda basta inoltrare richiesta all'INPS, di persona o attraverso intermediari, come ad esempio il patronato, compilando una certificazione con i propri dati e allegando i seguenti documenti:

  • Dichiarazione del centro antiviolenza che ha preso in carico la donna, sottoscritta dal legale rappresentante, nella quale si certifica il percorso di emancipazione ed autonomia intrapreso
  • Attestazione dei servizi sociali di riferimento territoriale (di solito, sono quelli del Comune) in cui gli assistenti sociali dichiarano la presenza di un effettivo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria o urgente della donna richiedente.

-Francesco del team di Finora24


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